La stagione 2024/2025 ha consacrato il Paris Saint-Germain come la squadra più forte d’Europa, grazie a un cammino brillante in Champions League culminato con la vittoria finale. Dopo anni di investimenti e progetti tecnici rivelatisi poi incompleti, il club parigino ha finalmente trovato equilibrio, coesione e identità sotto la guida di Luis Enrique. Come facilmente prevedibile, dopo questo straordinario trionfo, la formazione allenata dal tecnico spagnolo si è presentata da grande favorita anche nel campionato nazionale, un elemento che ormai non stupisce più: le quote della Ligue 1 ad oggi indicano il PSG in pole per il successo in Francia davanti a Olympique Marsiglia e Monaco, confermando la superiorità della rosa parigina anche sul fronte interno. Ma come gioca la formazione di Luis Enrique?
Il PSG si è distinto fino ad ora per un’organizzazione tattica basata su un possesso palla ragionato, un pressing coordinato e una gestione efficace delle transizioni. Il modulo di riferimento resta il 4-3-3, ma con alcune varianti fluide che permettono alla squadra di adattarsi in corsa a seconda dell’avversario e soprattutto con attaccanti di riferimento ben lontani dall’essere i centravanti in senso classico. Inoltre, Luis Enrique ha implementato un gioco che valorizza le doti tecniche dei singoli ma sempre all’interno di un sistema collettivo ben definito in cui la squadra ha sempre priorità sul resto.
La linea difensiva è guidata dal capitano Marquinhos, ormai punto fermo del club da diverse stagioni. Al suo fianco si è imposta con continuità la presenza del giovane ma già maturo Lucas Beraldo, autore di una stagione ad altissimo livello. Sugli esterni, Nuno Mendes a sinistra e Achraf Hakimi a destra garantiscono spinta e ampiezza costanti, fondamentali nello sviluppo offensivo.
Il centrocampo è uno dei reparti più solidi della squadra. Vitinha svolge il ruolo di mediano davanti alla difesa, offrendo copertura e aggressività in fase di recupero. Ai suoi lati operano Ruiz e Warren Zaïre-Emery: il primo gestisce i tempi di gioco con qualità tecnica e visione, mentre il secondo, ormai esploso definitivamente, abbina dinamismo, inserimenti e intelligenza tattica.
Nel reparto offensivo il PSG ha trovato il giusto equilibrio tra creatività e finalizzazione. Ousmane Dembélé occupa la posizione centrale in modo però atipico, saltando l’uomo e creando superiorità numerica con regolarità. A sinistra Bradley Barcola si è affermato come uno degli esterni più interessanti del panorama europeo per rapidità e capacità di attacco alla profondità mentre a destra si è ritagliato uno spazio sempre maggiore Désiré Doué. Al centro, inoltre, si fa trovare sempre pronto anche Gonçalo Ramos, garantendo soluzioni sia spalle alla porta che in attacco diretto alla profondità.
L’efficacia del PSG si misura anche nei numeri: una media di possesso superiore al 60%, un baricentro alto, una difesa che concede pochissime occasioni e un attacco tra i più prolifici in Europa. Il pressing organizzato ha rappresentato una delle chiavi del successo, così come la capacità di gestire il ritmo e adattarsi alle fasi della partita.
Merita però un discorso a parte quella relativa al portiere. Nella precedente annata Gianluigi Donnarumma si è rivelato fondamentale soprattutto per il trionfo in Champions League, con alcune parate cruciali nel corso di diversi momenti chiave, come nel match contro l’Aston Villa. Tuttavia, al termine della stagione, il rapporto con la dirigenza parigina si è incrinato del tutto dovuto ad un rinnovo di contratto mai arrivato (con scadenza nel 2026). Il risultato è stato l’acquisto di Lucas Chevalier dal Lille per 40 milioni di euro e, di fatto, la messa alla porta per l’ex Milan.
Comunicato Stampa
