Il manifesto della domenica e il dialogo a Vitulazio

Il manifesto della domenica e il dialogo a Vitulazio

VITULAZIO – Che bel giorno la domenica, le persone si riposano, sono tranquille, camminano per il paese, sono rilassate, perché ci dobbiamo “avvelenare” davanti ai manifesti politici affissi per il paese? Vitulazio è entrato nella logica della “politica del manifesto”, la domenica è il giorno designato dai nostri cari politici per informarci sui misteri della nostra cittadina. Adeguandoci a questa logica del manifesto, abbiamo cercato di capire in italiano, e di conseguenza rispondere, alla ricerca di un po’ di logica, ai “termini achilliani”* presenti nell’ultimo intervento pubblico del sindaco di Vitulazio Achille Cuccari in risposta alle critiche del Consigliere di Minoranza Luigi Romano. Detto questo, si può tranquillamente affermare che Vitulazio è ad un punto di non ritorno, queste persone continuano a “farsi guerra” senza pensare al bene dei cittadini. Nel frattempo però, nessuno pensa alla crisi giovanile e alla difficoltà di decine di attività commerciali del territorio che rischiano la chiusura. Tutto diventa di difficile comprensione, la logica in questo paese sembra destinata ad essere sempre messa in secondo piano. A tre anni dalle elezioni amministrative del 2009, tutto è ridotto ancora allo scontro. O stai con Cuccari o stai con Romano, se sei nel mezzo e non ti importano i “colori” ma il bene del tuo paese, sei un fesso; se vuoi sapere perché è diventato un miraggio girarsi per piazza Riccardo senza vedere personaggi con qualche “canna in mano”, sei un fesso. Se vuoi sapere perché in giro, di notte, non c’è nessuna autorità a garantire l’ordine pubblico, sei un fesso. Se vuoi sapere perché accadono delle cose, e non ti interessa se le ha fatte Romano o Cuccari, statti tranquillo, non lo saprai mai. O stai con l’uno e lo difendi anche sull’ indifendibile o stai con l’altro e fai la stessa cosa. Se vuoi sapere qualcosa a Vitulazio, statti tranquillo, non te lo diranno mai, perché a Vitulazio ormai, o sei un abile lecchino o non vai da nessuna parte. Il criterio di dialogo usato in questo paese è sempre lo stesso: “l’ hai fatto tu, lo faccio anch’io”, “mi accusi tu, ti accuso anch’io”. Ai cittadini nessuno spiega il perché delle cose a Vitulazio. Se la vecchia Amministrazione è stata un disastro, la nuova Amministrazione si sente in diritto di essere un disastro. Questi signori, e nessuno più, sono i responsabili del perenne clima di tensione che vige in questo paese, da cui ne deriva inevitabilmente, che qualche imbecille prenda l’iniziativa di mettere un pacco minatorio all’entrata della casa comunale.

Qualcuno ad esempio, alzi la mano se ha avuto delle risposte esaustive sulle problematiche sollevate nell’ ultimo mese, ovvero:

–         Lavoratori socialmente utili, di cui non si riesce a capire perché è difficile stabilizzarli. Nessuno ce lo dice, loro continuano a litigare;

–         Concorso, di cui non si riesce a capire come mai la vincitrice avesse il compito già “bello e pronto”, come mai la prova selettiva ha fatto punteggio, come mai in commissione c’erano un sindacalista e un consigliere comunale. Mistero.

–         Tecnico comunale, di cui si sottolinea che non è parente a nessun amministratore. Come se fosse una rarità. Non si capisce però perché andarli sempre a prendere da paesi diversi da Vitulazio: scelta personale o regolamenti?;

–         Vigili Urbali, di cui, tralasciando l’ottima professionalità del Ten. Parisi, persona sempre disponibile con i cittadini, non si capisce perché continuare ad andarli a prendere a Capua e Mondragone;

–         Autovelox, di cui non si capisce perché ci si preoccupa della sicurezza sull’Appia (lodevole iniziativa), ma sfugge il motivo per cui non si prende mai in considerazione la sicurezza del pericoloso incrocio di via Tufo/via Ruggiero, dove da sempre sfrecciano camion e auto senza rispettare Stop e precedenze. A proposito di sicurezza, vogliamo parlare di Piazza Riccardo? Luogo ormai off-limits per bambini e famiglie.

 

A rigor di chiarezza i *Termini Achilliani possono essere cosi definiti: sostantivi, avverbi, verbi, frasi, locuzioni che portano ad un rinvio temporale delle cose e nello stesso tempo provocano una sorta di fabulazione ** della vicenda. I seguenti termini provocano confusione e incertezza negli interlocutori. I termini Achilliani per eccellenza sono: forse, non so, vedremo, non mi compete, valuteremo, non saprei, aspettiamo, non è mia responsabilità, non è il momento, ci informeremo, boh, chissà, ma perché, quasi quasi, forse ci siamo, forse si farà, amico mio non è il caso, amico mio vedremo. E ancora:  saluti a casa, saluti al caro papà, saluti alla nonna, papà come sta?, ho fatto il possibile, sarebbe un miracolo, i miracoli non li so fare, provvederemo, venitemi incontro.

Per ** Fabulazione: [dal fr. fabulation, der. del lat. fabulari] si intende in psicologia, la  presentazione come reale di un racconto immaginario, spesso verosimile. In filosofia tendenza religiosa dell’uomo a creare miti e raffigurazioni fantastiche per proteggersi dalla paura della morte (in questo caso morte politica), in funzione della sopravvivenza individuale o della conservazione della specie (conservazione dell’ amministrazione).

 Ma il colpo da maestro, la perla della vicenda, lo troviamo nella parte finale del manifesto dell’ attuale sindaco, che rappresenta per eccellenza l’emblema del linguaggio Achilliano, queste le sue parole:

“In democrazia l’esercizio della critica è indispensabile ma va fatto seriamente, senza cattiveria né malignità, obbiettivamente e senza travisare la realtà, diventando in tal modo bugiardi, per meschina convenienza elettorale” .

Allora, andiamo per gradi:

Democrazia. Si parla di democrazia, in democrazia c’è una libertà di diritti. Le chiediamo: i cittadini di Vitulazio godono tutti, indistintamente e nello stesso modo della sua attenzione e della sua considerazione? Lei è il sindaco di tutti o è il sindaco di chi l’ha votato? Anzi, oggi nemmeno più di quelli, dato che molti di loro hanno perso il lavoro datogli subito prima e dopo l’elezione. In ogni caso:

–         ci parli dei metodi democratici con cui vengono trattati i cittadini che non hanno messo la croce sul suo nome alle scorse elezioni;

–         ci parli dei metodi democratici con cui sono stati trattati i dipendenti comunali che non l’hanno votata;

–         ci parli dei metodi democratici con cui è stato posto il tappeto rosso ai dipendenti che invece l’hanno votata;

–         ci parli dei metodi democratici con cui sono stati spartiti i posti di lavoro sul territorio vitulatino;

–         ci parli dei metodi democratici di cui godono i professionisti di Vitulazio nella scelta delle consulenze da attivare sul nostro municipio;

–         ci parli dei metodi democratici di cui godono i pennivendoli vitulatini che per avere notizie dell’ operato della sua amministrazione devo attingere da fonti “straniere”, con cui lei ha stabilito una costante e continua collaborazione.

Convenienza Elettorale. A proposito di “convenienza elettorale”, le suggeriamo di non abusare del termine, potrebbe essere per lei molto controproducente. Le ricordiamo che per convenienza elettorale lei si è alleato col tanto chiacchierato Antonio Scialdone (che con i suoi voti le ha consegnato le chiavi del municipio). Ci piacerebbe sapere cosa pensa dell’ ultima vicenda giudiziaria (con condanna) dello stesso Scialdone e del Consigliere Comunale Alessandro Parillo. Strano che nel manifesto di risposta all’ex Sindaco Romano si sia dimenticato di questo passaggio; oltre ad esporci cosa ha fatto e cosa non ha fatto la vecchia amministrazione (cosa che interessa solo a lei e alla sua amministrazione), perché non ci espone cosa pensa lei di questa condanna?

La critica. Cortesemente, eviti di rispondere solo ed esclusivamente all’ex Sindaco Romano: questa politica da “manifesto della domenica” ci ha stancato. Vitulazio esige dialogo, inizi a parlare un po’ ai suoi cittadini, casomai anche a quelli che non l’hanno votata. Una politica di opposizione e una politica di Governo non possono basarsi solo ed esclusivamente su quello che è stato fatto e/o rimandare tutto al passato amministrativo di Vitulazio: dottor Cuccari ci spieghi meglio la vicenda del concorso, dei vigili e delle condanne a membri della sua amministrazione invece di paragonare sempre il suo operato a quello della vecchia amministrazione. Sindaco Cuccari, non se la prenda se la critica piove esclusivamente sul suo operato, è il gioco dei ruoli. Non faccia l’ offeso, il principio del giornalismo watchdog (metaforicamente inteso come giornalismo che fa da cane da guardia al potere, pronto ad abbaiare in ogni istante) è nato decenni e decenni fa in una nazione democratica come gli Usa. Lo stesso vale anche per l’ ex Sindaco Romano, questa opposizione ad intermittenza quanto fa bene al paese? Queste guerre fatele in Consiglio Comunale (dove peraltro Romano si assenta spessissimo), non sulla bacheca delle affissioni. Le tipografie fanno affari d’oro.

A proposito di critica, la cosa che fa più rabbia di questa Amministrazione (pensiero condiviso dalla maggior parte dei cittadini) è il totale disinteresse verso il problema del lavoro giovanile. Il Comune di Vitulazio è diventato l’ albero della cuccagna per i forestieri: tutte le professionalità e le consulenze sono costantemente affidate a persone che non sono di Vitulazio. Il nostro paese ha centinaia di giovani a spasso, anche laureati, e nel frattempo si continuano a chiamare Vigili da Capua e Mondragone, giornalisti da Caserta, ingegneri da Santa Maria C.V, avvocati da Napoli e Caserta, Comandanti da Mondragone, segretari di Avellino e Napoli. La pianta organica del nostro Municipio, di numero esiguo rispetto a quella di Bellona ad esempio, continua ad essere riempita e rattoppata da gente di altri paesi: nessuna considerazione ormai per le professionalità vitulatine (tranne che per quelle che hanno votato l’attuale amministrazione ovviamente).

E c’è qualcuno che ancora si azzarda a dire che Vitulazio è un paese democratico……!

 

DARIO ELIA

GIANNI CRISCIONE

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