Spazio Cales: “Sette anni in Tibet (…poi tornano e scoprono la ENCON). Una storia di politici distratti”

Spazio Cales: “Sette anni in Tibet (…poi tornano e scoprono la ENCON). Una storia di politici distratti”

SPARANISE – Nel 2012 e nel 2013, mentre i comitati lottavano per bloccare l’ecomostro di Iavazzi e iniziava la lunga marcia per la bonifica della ex Pozzi, mentre un movimento popolare si riappropriava della scena pubblica in tutto l’Agro caleno, a Sparanise la Giunta Sorvillo (vice sindaco Giancarlo L’Arco, assessore all’ambiente Armando Giramma) dava parere favorevole all’approvazione di due impianti per il trattamento dei rifiuti: rispettivamente la NDN ECORECUPERI e la ECOLOGICA RECUPERI SRL.

La prima, che ha attraversato diverse vicissitudini giudiziarie, tra arresti e sequestri anche per opera della polizia municipale, fu da subito autorizzata a trattare anche rifiuti pericolosi.

La seconda, che oggi stranamente torna alla ribalta dopo anni di silenzi, è un sito di trasferenza (i rifiuti sono di passaggio verso ulteriori siti di smaltimento) di dimensioni relativamente contenute che, fino allo scorso gennaio 2020, poteva trattare solo rifiuti non pericolosi.

Chi amministrava quando questi siti si sono insediati nella ex Pozzi è oggi seduto in consiglio comunale all’opposizione (L’Arco) o in maggioranza (Giramma), altri erano presenti come osservatori muti. Che, però, oltre a essere muti, sono anche ciechi, dato che non vedono mai niente se non all’approssimarsi delle elezioni comunali (come per esempio Merola).

Negli ultimi sette anni, dunque, la maggioranza della “politica” sparanisana e i giornali di gossip anti-ambientalista che oggi ci fanno tanto divertire sono stati bellamente silenti, quando non attivamente complici (posti di lavoro, promesse di posti di lavoro, iniziative a sostegno diretto e indiretto di cordate imprenditoriali, subordinazione degli interessi collettivi a quelli privati, diffusione di notizie false su pagamento e/o sponsorizzazione).

Intanto, mentre i comitati e i cittadini lottavano e portavano alla luce la discarica abusiva “più grande d’Europa”, la ECOLOGICA RECUPERI SRL si divertiva a cambiare assetti proprietari, a passare di mano (o di nome) fino a che, nel maggio del 2019 durante l’amministrazione Martiello, arriva la ENCON SRL che acquista lo stabilimento. Il mese seguente, l’azienda chiede e ottiene delle varianti non sostanziali.
A settembre dello stesso anno la ENCON SRL chiede una ulteriore variante, stavolta sostanziale, nel silenzio tombale di TUTTO IL CONSIGLIO COMUNALE, compresi quanti oggi siedono all’opposizione ma allora sostenevano la maggioranza.

È singolare che mentre sui giornali comparivano articoli che annunciavano l’imminente conferenza dei servizi e in tanti lanciavano l’allarme, in Consiglio comunale c’era chi non si accorgeva di niente ma oggi grida allo scandalo! Nessuno li ha informati che gli impianti si bloccano PRIMA di essere autorizzati?

La verità è che dell’ambiente, del territorio e della nostra salute non gli interessa niente. Tutto è funzionale alla polemica per un voto in più. Nulla di nuovo sotto al sole.

Così, arriviamo al gennaio 2020, quando la ENCON SRL viene autorizzata a trattare anche RIFIUTI PERICOLOSI, anche se in quantità contenute che hanno ben poco a che vedere con i progetti presentati dalla GARDEN dei Sorbo, dalla ALEKOS dei Di Nardi o di EUTHALIA a Pignataro. Anche se i titolari non risultano essere stati coinvolti nelle stesse turbolenze giudiziarie (per usare un eufemismo) delle altre compagini.

Per quello che ci riguarda la battaglia da fare resta la stessa: bloccare gli impianti, bonificare la Pozzi, mettere in discussione l’operato completamente fallimentare dell’ASI, tracciare un orizzonte nuovo che restituisca il territorio alle comunità sottraendolo a questo disastro totale, frutto degli ultimi vent’anni di mala politica al servizio di questi capitalisti straccioni della monnezza. Un cambiamento che arriverà dalla spinta democratica che solo un movimento popolare può dare, come i fatti hanno dimostrato, non certo da una classe politica che ci ha lasciato in eredità un presente di disoccupazione e rifiuti.

Comunicato stampa del 19 aprile 2020

Spazio CALeS, via Fabbrica delle Armi Bianche – Sparanise

 

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