Arriva “Io speriamo che me la cavo”, la nostra rubrica sulla scuola curata anche quest’anno da Coco

Arriva “Io speriamo che me la cavo”, la nostra rubrica sulla scuola curata anche quest’anno da Coco

“Io speriamo che me la cavo” non è solo il titolo di un famosissimo libro scritto da un maestro elementare, Marcello D’Orta, a cui nel 1980 lasciai il posto in organico al Secondo Circolo di Arzano (Plesso Arzanello) per trasferirmi all’80° C.D. di Napoli (Secondigliano), ma è una frase a cui spesso ricorro nella vita e nella mia professione quando mi trovo di fronte a situazioni impreviste o di difficile risoluzione. Io speriamo che me la cavo penserà il docente per la gestione della classe o della didattica ,lo stesso penserà il collaboratore scolastico in seguito all’improvvisa rottura di un flessibile che allaga i bagni………

Densa di significato, semplice, sgrammaticata come i testi scritti dai bambini nel libro, racconta in parte anche la storia del nostro Sud fatto di uomini che non intendono cedere al richiamo dei soldi facili o alle sollecitazioni della politica o della criminalità organizzata, Meridione formato da persone che vivono la loro vita in modo onesto, coraggioso e soprattutto dignitoso.Questo è il titolo che propongo per la rubrica scolastica alla Redazione di Caleno 24 per quest’anno.

In queste mie prime riflessioni, voglio vestirmi dei panni di difensore d’ufficio delle ragazze e dei ragazzi che ci guardano con i loro occhi.

Parto da una mia abitudine a colloquiare direttamente o indirettamente con i ragazzi,anche attraverso una cassetta per lettere scritte da loro, per conoscere, interpretare i loro bisogni e le loro esigenze;ma  questo non basta neppure lontanamente per affrontare il disagio che vivono i nostri giovani.

Negli anni 1970 furono creati gli OO.CC. che dopo trent’anni nessuno riesce (o vuole ) riformare e così spesso diventano un peso per tutti,erano e sono tutt’ora sicuramente le cellule dove le varie componenti scolastiche incontrandosi e sostenendosi dovrebbero crescere insieme.

Oggi si dice che la famiglia e la scuola sono in crisi.Da un lato sento dire dai genitori agli operatori scolastici : “ Parlategli voi perchè mio figlio vi ascolta, più che a noi famigliari, chiamatevelo da parte e fategli un discorsetto”;pertanto, la famiglia chiede alla scuola di interiorizzare il ruolo di genitore mentre al contrario gli insegnanti chiedono alla famiglia di fare scuola a casa (generando anche il mercato NERO delle supplenze).Quando il mese scorso leggevo il decreto sulla scuola mi sono imbattuto in provvedimenti giusti: divieto dell’uso delle sigarette elettroniche anche al di fuori della scuola (?!?!?!); ripristino delle ore di geografia irragionevolmente soppresse dal Ministro Gelmini ecc..Già … la Gelmini e la  Moratti che hanno operato tagli con l’accetta, hanno inventato le tre I (informatica, inglese,impresa), la meritocrazia e l’eccellenza,le lavagne luminose in classe, un concorsone pensato male e svolto peggio che ha ulteriormente aumentato la guerra tra poveri (concorso 1999, concorso 2013, TFA, Sixi, terza, seconda e prima fascia ecc….).

In tutto questo parapiglia, i nostri alunni vedono nominare qualcuno all’inizio dell’a.s., poi altro docente fino all’avente diritto e semmai subito dopo un terzo fino al termine dell’a.s..

Non hanno il tempo di abituarsi (in bene o in male) al docente per vederlo subito dopo andare via.

Naturalmente parlo dei nostri alunni,quelli della fascia di età 3/12 anni che in genere non si lamentano, non scendono in piazza per scioperare,che non occupano gli edifici pubblici,che non fanno parte degli OO.CC.,ecc…

Quelli che quando alzano la testa per protestare si vedono minacciati o dai genitori o dai docenti: oggi non si esce o ti metterò un voto basso per punizione;già…… i voti che invenzione!

Da ex maestro elementare ho sempre apprezzato il giudizio articolato fatto di frasi che anche se ti dipingono come un fallito non ti traumatizzano con voti tipo un due o un tre;quando anni fa li ho visti ritornare come gli zombi non ho potuto fare a meno di dissentire fermamente. I ragazzi,tutti i ragazzi ,sono o sono stati terrorizzati dal voto e dalle interrogazioni.Da anni nel contesto in cui vengono istruiti e dai famigliari ascoltano le due opposte fazioni che ideologicamente si confrontano sull’operato dei docenti:

-docente eroe ,pagato poco ,bistrattato e con anni di precariato alle spalle;

-docente impreparato che lavora poche ore addirittura 18 ore a settimana nelle scuole secondarie e che fa rimanere gli studenti italiani ultimi in lettura e matematica secondo l’indagine Ocse Pisa.

Volendo interpretare il pensiero degli alunni si potrebbe obbiettare:ma c’è una posizione intermedia che eviti di scaricare colpe riconducibili solo a responsabilità individuali e non anche a responsabilità di “sistema”?Insomma una via di mezzo più ragionevole ?(FINE PRIMA PARTE).

Giacomo Coco

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