Raimondo Cuccaro annuncia l’addio alla vita politica: “Io non sarò più sindaco, non sarò più niente” – Tra meno di un anno la scadenza naturale del mandato, ma è serpeggiata anche la tentazione delle dimissioni

Raimondo Cuccaro annuncia l’addio alla vita politica: “Io non sarò più sindaco, non sarò più niente” – Tra meno di un anno la scadenza naturale del mandato, ma è serpeggiata anche la tentazione delle dimissioni

PIGNATARO M. – “Io non sarò più sindaco, non sarò più niente”: così Raimondo Cuccaro in data 6 maggio2015 haannunciato il suo addio alla vita politica in un’occasione che però politica non era, nel corso di una deposizione in qualità di testimone al processo “Biopower2”del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, davanti al giudice monocratico dottoressa Chiara Di Benedetto. L’annuncio dell’attuale sindaco di Pignataro Maggiore doveva anche servire – così almeno è sembrato ai giornalisti e al pubblico in aula – a presentare con forza la propria attività di denuncia sulla vicenda “Biopower2”, e pure su altri fatti, come ispirata a un desiderio di trasparenza e di legalità, non al tornaconto politico e personale. Le parole di Raimondo Cuccaro significano, ovviamente, che alla scadenza naturale del mandato, tra meno di un anno, egli non sarà più candidato alla carica di primo cittadino né a quella di semplice consigliere comunale né aspirerà a ottenere altri incarichi amministrativi.

Nel corso della sua deposizione, Raimondo Cuccaro è apparso come sempre deciso e puntuale sul piano giudiziario, ma stanco e desideroso di voltare pagina sotto il profilo politico e istituzionale. Del resto in ambienti molto vicini allo stesso sindaco si riferisce che i propositi di abbandono sarebbero in lui maturati da parecchio e che non avrebbe troncato anzitempo l’esperienza politico-amministrativa solo per un misto di orgoglio personale e di rispetto per i cittadini che lo hanno eletto quattro anni fa. Voci ovviamente, queste ultime, solo voci, ma corroborate anche da un significativo episodio avvenuto il 21 aprile 2015 durante la protesta dei cittadini a Palazzo Scorpio (sede dell’Amministrazione comunale di Pignataro Maggiore) per l’emergenza idrica provocata dal ”bombardamento” dell’acquedotto a Vitulazio con i devastanti fuochi pirotecnici del 12 aprile 2015 per i festeggiamenti patronali. Parlando nervosamente al telefono con un “dottore” della Prefettura, Raimondo Cuccaro minacciò le dimissioni qualora non fosse stata risolta senza ulteriori ritardi l’emergenza idrica ed espresse durissime critiche all’indirizzo di una serie di Autorità in merito alla incredibile vicenda dei pericolosi fuochi d’artificio, attaccando la stessa Prefettura, la Questura e il “maresciallo” di Vitulazio (senza farne il nome, ma con inequivocabile riferimento al comandante della locale Stazione carabinieri, luogotenente Crescenzo Iannarella). Ecco la parola che serviva a sottolineare lo stato d’animo del sindaco di Pignataro Maggiore: “Dimissioni”. E parve a tutti i presenti davvero pronto a trovare l’occasione per andarsene in nome di una causa nobile, non per scadenza naturale del mandato. Si apre adesso la corsa alla successione, nello schieramento di Raimondo Cuccaro (esponente del Partito democratico) e nelle file dei suoi avversari.

Rassegna stampa

articolo di Rosa Parchi

da pignataronews.myblog.it

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