Terza parte de “Il Mostro del Lago”. Invece di chiedere lumi ad Antropoli, qualcuno “spara” su Minieri

Terza parte de “Il Mostro del Lago”. Invece di chiedere lumi ad Antropoli, qualcuno “spara” su Minieri




CAPUA – Un po’ tutti, in un momento molto delicato per la provincia di Caserta (fatto testimoniato dalle numerose manifestazioni ambientaliste di queste settimane), attendevano la terza parte de “Il Mostro del Lago”, il documentario ideato e realizzato da Salvatore Minieri (in collaborazione con Tony De Angelis), che ha riportato sotto la lente di ingrandimento lo scandaloso caso della cava in località Purgatorio di Sant’Angelo in Formis a Capua. Il sito che, diventato un laghetto a causa dello sfondamento della falda acquifera, ha nascosto per anni i fusti di rifiuti sversati dalla camorra.

In questa nuova “puntata” del reportage, il giornalista mostra i dati diffusi dalla Sogin – la società che analizzò il livello di inquinamento delle acque -, nel “Piano della caratterizzazione del sito della cava Formis nel Comune di Capua”. Qui emerge che il laghetto presenta alte percentuali di ammoniaca e stirene, oltre alla presenza di rifiuti solidi urbani. Le immagini, inoltre, mostrano i rifiuti (anche ospedalieri) lungo tutto un canale che costeggia il cosiddetto “laghetto degli orrori”.

Il documentario, già dalla messa on line della prima parte, sta catturando l’attenzione sul problema. Qualche giorno fa, dopo aver chiesto la bonifica del sito, la senatrice ed ex giornalista de “Il Mattino”, Rosaria Capacchione, ha chiesto di nuovo la riapertura del caso. Secondo il parlamentare del Partito Democratico, si dovrebbe ritornare a scavare per far venire alla luce tutto quello che è stato seppellito nella zona.

Il servizio di Minieri, però, non ha trovato soltanto l’appoggio e la gratitudine dei cittadini, e dei tanti siti di informazione on line che hanno pubblicato il video. Nelle ore immediatamente successive alla pubblicazione della terza parte del reportage, lo stesso giornalista è stato oggetto di attacchi a “orologeria”.

Quello che più ha sconcertato il diretto interessato, però, è stato un pezzo pubblicato dal quotidiano “Il Mattino” (edizione di Caserta), a firma di tale Giulio Sferragatta. Nell’articolo si dice che il sindaco di Capua, Carmine Antropoli, avrebbe fornito “nel merito adeguati chiarimenti, rendendo pubblica attraverso il sito istituzionale del Comune di Capua, una copiosa e specifica documentazione” sull’ex cava di Sant’Angelo in Formis, smentendo de facto i dati riportati da “Il Mostro del Lago”. Speriamo che sul sito del Comune i dati non siano stati inseriti proprio dallo stesso Sferragatta beccato in un video di Capuaonline (http://www.youtube.com/watch?v=Y6CrXMScOZY&hd=1) mentre utilizza il personal computer di Antropoli, nella stanza del sindaco al Comune. Noi – ovviamente – scherziamo, anche se nelle immagini sembra proprio il buon Giulio, il quale, da corrispondente de “Il Mattino”, non potrebbe mai stare nella stanza del primo cittadino a smanettare al pc dello stesso. La deontologia professionale è legge.

Sentito sulle critiche portate al suo lavoro in queste ore, Minieri ha rilevato: ” C’è chi è passato dalla Pignataro Patrimonio alla Pignataro Fanghiglia. Chi, invece, si accontenta di fare il micino del potere con qualche lira presa sottobanco. Ormai a queste pressioni ci sono abituato. Ringrazio i colleghi che mi hanno fatto notare il lancio di questo ‘fango a orologeria’, ma dalle minacce della camorra di qualche anno fa, non mi spaventa proprio più niente. Immagino che qualcuno a breve tirerà fuori qualche storiella dell’Asl di Caserta degli anni ’80 per attaccare mio padre, ma in ogni caso non sortirà l’effetto desiderato. Non mi lascio intimorire”.  

Ecco il link della terza parte de “Il Mostro del Lago”

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=_jq6pFq5Bdc&hd=1

Red. cro.

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