Protesta anti-Zinzi, la Procura ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale a carico di Mario Cuccaro: incredibilmente pluri-identificato, ma in piazza non c’era – nel frattempo la Questura lo aveva pure citato per danni

Protesta anti-Zinzi, la Procura ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale a carico di Mario Cuccaro: incredibilmente pluri-identificato, ma in piazza non c’era – nel frattempo la Questura lo aveva pure citato per danni

PIGNATARO M. – Mentre è ancora al centro dei commenti, a Pignataro Maggiore, la notizia da noi pubblicata in data 20 maggio 2015, con il titolo: “CROLLA COME UN CASTELLO DI CARTE L’ACCUSA DEL COMMISSARIATO DI SANTA MARIA CAPUA VETERE (EPOCA VICEQUESTORE PASQUALE TROCINO): ASSOLTI “PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE” CINQUE GIOVANI DEL CENTRO SOCIALE “TEMPO ROSSO”, ecco che si sente uno scricchiolio relativo all’impianto di una diversa inchiesta giudiziaria a carico dei militanti del centro sociale pignatarese. Apprendiamo da fonte solitamente bene informata, infatti, che la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (pubblico ministero dottor Gennaro Damiano) ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale a carico di Mario Cuccaro, residente in Pignataro Maggiore, il quale aveva ricevuto all’inizio di agosto 2013 un avviso di conclusione delle indagini preliminari per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Presunti reati che, secondo l’accusa, sarebbero stati commessi da Mario Cuccaro, unitamente ad altre sette persone, in piazza Umberto I a Pignataro Maggiore, il 14 febbraio2013, in occasione della contestazione nei confronti dell’allora candidato alla Camera dei deputati (giustamente trombato dagli elettori), Gianpiero Zinzi, figlio dell’ex presidente dell’Amministrazione provinciale di Caserta “don” Mimì Zinzi da Marcianise.

Come è noto, la protesta contro il piccolo Zinzi fu organizzata dai giovani del centro sociale “Tempo rosso” per dire “no” al disastroso progetto del gassificatore sponsorizzato appunto dalla famiglia Zinzi e da uno dei più noti “guaglioni” del molto onorevole Nicola Cosentino, il sindaco di Capua Carmine Antropoli.

Sicurissima delle responsabilità dell’indagato Mario Cuccaro per i presunti suddetti reati, nel frattempo la Questura di Caserta – tramite l’Avvocatura dello Stato -, senza neanche attendere la definizione del procedimento penale, aveva depositato una richiesta di risarcimento all’Ufficio del Giudice di Pace di Pignataro Maggiore per danni che lo stesso Mario Cuccaro avrebbe arrecato ad una autovettura della polizia di Stato, in particolare del Commissariato di Santa Maria Capua Vetere, allora capeggiato dal già citato vicequestore dottor Pasquale Trocino.

Ma è sorto un problema. Mario Cuccaro – seppure incredibilmente pluri-identificato da vari appartenenti alle forze dell’ordine – quella sera in piazza Umberto I a Pignataro Maggiore, in occasione della protesta anti-Zinzi, non c’era. Anzi, pare che Mario Cuccaro non fosse proprio a Pignataro Maggiore, come dimostrato dall’attività difensiva del suo legale, l’avvocato Pier Nicola Palumbo; è quindi arrivata la richiesta di archiviazione del pubblico ministero dottor Gennaro Damiano. Ovviamente, copia della richiesta di archiviazione è stata portata dall’avvocato Pier Nicola Palumbo a conoscenza del Giudice di Pace di Pignataro Maggiore, che ha sospeso il procedimento in sede civile riguardante la richiesta di danni a carico di Mario Cuccaro.

Rassegna stampa

articolo di Rosa Parchi

da pignataronews.myblog.it

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