Misure anti covid19: non in tutti i luoghi della “movida” sono state rispettate le regole

Misure anti covid19: non in tutti i luoghi della “movida” sono state rispettate le regole

AGRO CALENO – L’Aumento dei contagi da coronavirus in Italia (+ 7 nella sola provincia di Caserta a ridosso di Ferragosto) fanno temere un nuovo lockdowntra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Le notizie di giovani partiti per le vacanze all’estero o nel sud Italia e ritornati con sintomi tipici del covid19, dopo aver frequentato i luoghi del divertimento senza alcuna precauzione, hanno spinto le autorità – a ragione o a torto – a mettere in campo nuovo misure restrittive. A farne le spese le discoteche e in generale un po’ tutti i luoghi della socialità. Il provvedimento governativo del 16 agosto, infatti, prescrive, senza ammettere deroghe regionali, “l’obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale; e la sospensione delle “attività del ballo che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento o che si svolgono in lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico”. Insomma, un antipasto di quello che potrebbe accadere tra qualche settimana quando si porrà, tra le altre cose, anche il problema della riapertura delle scuole.
La questione, così come nel resto d’Italia, si pone anche nell’Agro caleno per il quale ultimamente ci sono pervenute delle segnalazioni rispetto a locali che non hanno rispettato le norme anticovid nel corso delle settimane estive. Volendo fare un bilancio – per forza di cose parziale – possiamo dire che la maggior parte degli esercizi commerciali si sono attenuti alle regole, anche se alcuni, soprattutto luoghi della movida nell’area, hanno costantemente disatteso l’applicazione delle misure previste. In questo senso c’è da segnalare il caso di Sparanise, dove ancora a fine luglio centinaia di ragazzini senza mascherina erano accalcati in un noto locale periferico. Stesso discorso per Pignataro Maggiore e Vitulazio. Evidentemente la paura che nei mesi scorsi ha generato addirittura una assurda caccia alle streghe, non ha suggerito a molti una maggiore cautela dopo la riapertura.

Red. Cro.

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