Definitiva la sentenza di assoluzione dell’ex sindaco Giorgio Magliocca – definitiva anche la prova degli incontri con il boss mafioso Lello Lubrano – voci dal centrodestra locale (“mazzuoccoliani” e “fuciliani”): “politicamente parlando, l’ex sindaco è finito”

Definitiva la sentenza di assoluzione dell’ex sindaco Giorgio Magliocca – definitiva anche la prova degli incontri con il boss mafioso Lello Lubrano – voci dal centrodestra locale (“mazzuoccoliani” e “fuciliani”): “politicamente parlando, l’ex sindaco è finito”

PIGNATARO M. – Nessun ricorso in Cassazione. È quindi diventata definitiva la sentenza della Corte d’Appello di Napoli con la quale l’ex sindaco di Pignataro Maggiore ed ex consigliere provinciale Giorgio Magliocca (alemanniano d’acciaio, ex An, ex Pdl, ora in “Fratelli d’Italia”) è stato assolto “perché il fatto non sussiste” dalle imputazioni di concorso esterno in associazione mafiosa e omissione di atti d’ufficio con l’aggravante camorristica. Diventa così anch’essa definitiva la prova che alla vigilia delle amministrative del 2002 – elezioni nelle quali fu eletto sindaco per la prima volta – Giorgio Magliocca sentì il bisogno di incontrare il boss mafioso Raffaele Lubrano detto “Lello”, figlio del capobastone di Pignataro Maggiore Vincenzo Lubrano e genero del mammasantissima di Marano di Napoli Lorenzo Nuvoletta.

Le due cene al ristorante “Ebla” di Triflisco tra Giorgio Magliocca e Lello Lubrano – si legge tra l’altro nelle motivazioni della sentenza, depositate il 9 marzo 2015 – sono “provate dalle risultanze processuali”. Nel documento si aggiunge che “dalle dichiarazioni dei testi, Parisi Francesco e Cuccaro Eliseo (…) non emerge quali fossero le intese illecite tra i due commensali”. E ancora: “Il Parisi descrive, in modo piuttosto inverosimile, uno scenario di dialoghi sereni sulle problematiche che affliggevano il Comune di Pignataro e le soluzioni da assumere nell’interesse del paese. Il Lubrano avrebbe offerto il suo sostegno durante la campagna elettorale senza pretendere nulla in cambio e il Magliocca, dunque, non promise favori nell’amministrazione dei beni confiscati in cambio dell’appoggio elettorale”.

Ora Giorgio Magliocca dovrà ringraziare tutti i giorni il Padreterno per la miracolosa assoluzione e andare qualche volta a piedi al Santuario della Madonna di Pompei. Noi giornalisti non asserviti, invece, potremo continuare a scrivere senza il timore di una pur infondata querela – volendo – tutti i giorni che Giorgio Magliocca si incontrò con un esponente di vertice di una potente e sanguinaria famiglia mafiosa (Lubrano, appunto) alleata dei “corleonesi” di Totò Riina.

Insomma, politicamente parlando, Giorgio Magliocca è un “impresentabile”. E lo sanno anche i suoi amici (o ex amici) del centrodestra, visto che – secondo le voci raccolte dai buontemponi di piazza Umberto I – non vogliono più avere niente a che fare con l’ex sindaco. Sempre secondo le voci raccolte, a loro dire, dai suddetti buontemponi, almeno due sono le scuole di pensiero esistenti tra le varie anime del centrodestra locale, ma è una sola l’analisi politica del magliocchismo al tramonto o già tramontato. I “mazzuoccoliani” (cioè i seguaci dell’aspirante sindaco avvocato Piergiorgio Mazzuoccolo, ex vicesindaco magliocchiano, attuale consigliere comunale di opposizione) e i “fuciliani” (cioè i sostenitori dell’altro aspirante primo cittadino, ingegnere Gaetano Fucile, anch’egli ex vicesindaco magliocchiano e attuale consigliere comunale eletto nelle file della minoranza), sono – come è noto- divisi su tutto, ma sono concordi nel ritenere che “Giorgio Magliocca è finito, politicamente parlando”.

Rassegna stampa

articolo di Rosa Parchi

da pignataronews.myblog.it

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