Il riconoscimento del videogioco come espressione culturale ha trasformato la percezione di questo medium, che da semplice intrattenimento è diventato vero e proprio oggetto di studio, analisi e celebrazione all’interno di spazi espositivi tradizionalmente dedicati ad altre forme d’arte. Sempre più spesso musei e gallerie in Italia e nel mondo ospitano mostre temporanee o permanenti dedicate al gaming, trattandolo come fenomeno culturale, sociale, artistico e, inevitabilmente, tecnologico.
In Italia, uno degli esempi più noti è il Museo del Videogioco Vigamus di Roma, primo spazio museale interamente dedicato alla storia del videogioco. Il Vigamus racconta l’evoluzione del medium attraverso esposizioni di console, postazioni interattive, memorabilia, e sezioni tematiche dedicate ai grandi classici dell’industria. Tra le sue attività, anche mostre speciali e partnership con sviluppatori e publisher internazionali. Anche la Triennale di Milano ha dedicato in più occasioni spazi e riflessioni al videogioco come linguaggio visivo e narrativo. In particolare, l’edizione 2022 del “Game Collection”, realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale delle Arti Digitali (MEET), ha offerto una panoramica su titoli che combinano estetica e interattività in modo sperimentale.
A livello internazionale, spiccano realtà come il Museum of Modern Art (MoMA) di New York, che ha incluso una selezione di videogiochi nella sua collezione permanente, presentandoli come opere di design e ingegneria creativa. Tra i titoli esposti figurano Pac-Man, Tetris, SimCity e Portal. Lo scopo dichiarato è mostrare come l’esperienza interattiva rappresenti una nuova forma d’arte contemporanea, alla pari della pittura o dell’architettura.
Il Victoria and Albert Museum di Londra ha ospitato nel 2018 la mostra Videogames: Design/Play/Disrupt, focalizzata sul processo creativo dietro ai videogiochi e sul loro impatto culturale. L’esposizione ha incluso non solo giochi celebri ma anche installazioni, concept art, e contenuti sviluppati da piccoli studi indipendenti. Sempre nella capitale inglese, anche il Barbican Centre ha proposto esposizioni in grado di esplorare il videogioco intendendolo come veicolo di linguaggio culturale, così come il Centre Pompidou di Parigi.
A testimonianza di questo riconoscimento crescente, nel 2022 l’UNESCO ha inserito il videogioco nella lista degli strumenti in grado di contribuire all’educazione e alla preservazione del patrimonio culturale, sottolineando il potenziale educativo e comunicativo del medium.
Non si tratta però di un riconoscimento casuale: se contestualizzato nel tempo contemporaneo, si può presto comprendere come tutto l’universo che ruota attorno a questo settore sia da primato. Oggi, infatti, il mondo del gaming è un’industria che supera i 180 miliardi di dollari di fatturato annuo a livello globale (fonte: Statista), con centinaia di milioni di giocatori attivi ogni giorno. Non si parla più solo di console e PC, ma anche di mobile gaming, cloud gaming, eSport, giochi narrativi e titoli sperimentali.
Anche effettuando una ricerca in rete o, più nel dettaglio, leggendo le notizie pubblicate in un blog sulle slot machine ci si rende conto di quanto siano numerose e diverse tra loro le tipologie di gaming che interessano il pubblico. Il panorama videoludico contemporaneo include comparti eterogenei, ognuno con specifiche caratteristiche, target e linguaggi. Si passa dai giochi casual da smartphone alle produzioni AAA (i blockbuster videoludici), dai giochi educativi agli indie sperimentali, fino al già citato settore delle slot ma anche giochi di carte considerati ormai sempreverdi come poker, briscola o scopa.
Da semplice intrattenimento casalingo, i videogiochi si sono trasformati in uno specchio della società contemporanea, affrontando tematiche come l’identità, il conflitto, l’ambiente, la memoria collettiva. È proprio in virtù di questa profondità che oggi si trovano sempre più spesso a occupare uno spazio legittimo accanto a dipinti, installazioni e sculture, nelle stesse sale in cui si raccontano le trasformazioni culturali dell’umanità.
Comunicato Stampa
