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Bellona: mentre continua la rimozione dei rifiuti, spunta una bocciaura del Comune su Ilside

BELLONA – La rimozione dei rifiuti nell’ex sito di stoccaggio dell’Ilside continua da giorni, con i comitati che, vigili, tengono d’occhio le operazioni in località Ferranzano. Nel frattempo, però, dalle carte spunta una bocciatura che il Comune di Bellona, suo malgrado, è stato costretto a incassare al Tar lo scorso mese di giugno.
Con ordinanza sindacale dello scorso mese di aprile, infatti, era stato ingiunto alla Curatela Fallimentare Ilside S.r.l. di “di provvedere alla messa in sicurezza, rimozione di tutti i rifiuti presenti, combusti e non, con la consequenziale totale bonifica, garantendo tutte le misure necessarie per la salvaguardia ambientale a tutela della pubblica incolumità e igiene, nel lasso di tempo di giorni 45, decorrenti dalla data di notifica della presente ordinanza”. La Curatela Fallimentare, ritenendo il provvedimento ingiusto, era ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro il Comune di Bellona (non costituito in giudizio) e nei confronti della Eco Terra S.r.l., per chiedere l’annullamento dell’ordinanza sindacale (la numero 5 del 10.04.2018) e e degli atti presupposti alla stessa.
La quinta sezione del Tar di Napoli ha accolto il ricorso e ha annullato l’ordinanza. Il motivo della decisione è contenuto nella sentenza pubblicata il 20/06/2018: “In sede – si legge – di applicazione dell’art. 192, d.lgs. n. 152 del 2006, in assenza dell’individuazione di una univoca, autonoma e chiara responsabilità del curatore stesso sull’abbandono dei rifiuti, nessun ordine di ripristino può essere imposto dal Comune alla curatela fallimentare quale mera responsabilità di posizione. Il curatore non sostituisce, infatti, il fallito, atteso che la procedura fallimentare ha uno scopo liquidativo e non già amministrativo o continuativo dell’impresa fallita”. 

Tar – Ilside – Bellona

Red.

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