“Il Tempo Rosso non si tocca”: ecco il messaggio che arriva dall’assemblea indetta dal centro sociale dopo la richiesta di sequestro e le accuse nei confronti dei militanti da parte della Procura della Repubblica

“Il Tempo Rosso non si tocca”: ecco il messaggio che arriva dall’assemblea indetta dal centro sociale dopo la richiesta di sequestro e le accuse nei confronti dei militanti da parte della Procura della Repubblica

PIGNATARO M. – Ha avuto luogo nel pomeriggio di ieri (11 febbraio) l’assemblea indetta dal Centro sociale “Tempo Rosso” con all’ordine del giorno la richiesta di sequestro della struttura occupata di via Carlo Giuliani di Pignataro Maggiore, e l’avviso di conclusione delle indagini a carico di dieci militanti. Al dibattito hanno presenziato, oltre ai “padroni di casa”, i militanti provenienti da varie zone della regione Campania – compresi quelli di Officina 99 di Napoli, dello Spazio Cales di Sparanise e del Millepiani di Caserta -, i membri dei movimenti ambientalisti della zona (provenienti soprattutto da  Bellona, Calvi Risorta e Vitulazio), i rappresentanti della Piccola Libreria 80mq, alcuni esponenti politici dell’Alto casertano e vari cittadini accorsi per avere un quadro completo della situazione e manifestare il proprio appoggio agli attivisti della storica struttura che da anni anima le battaglie contro le devastazioni ambientali e a favore della difesa delle comunità.

Alle considerazioni politiche e agli attestati di solidarietà, si sono aggiunti interventi informativi in merito alla vicenda. L’avvocato Giovanni Merola, difensore di fiducia dei militanti del “Tempo Rosso”, ha spiegato che, in virtù di una denuncia presentata da un cittadino della zona, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere aveva chiesto il sequestro del centro sociale, richiesta respinta dal Giudice del competente Tribunale sammaritano. Quest’ultimo, sulla base di recenti indirizzi della Cassazione e di valutazioni dettate dal elementi di logicità giuridica, ha rispedito l’istanza al sostituto procuratore che, tuttavia, ha voluto opporsi a tale decisione: a inizio marzo ci sarà il definitivo pronunciamento dell’organo giudicante. Per quanto riguarda gli indagati, invece, i dieci militanti sarebbero stati individuati sulla base delle dichiarazioni di un paio di test ascoltati a sommarie informazioni. Le accuse nei loro confronti vanno dall’occupazione abusiva fino all’imbrattamento – nonostante le opere sulla struttura siano state realizzate da esperti e apprezzati writers.

L’intervento tecnico del legale caleno, è stato accompagnato dalle parole del giornalista Salvatore Minieri, il quale ha ipotizzato il tentativo di neutralizzare uno dei motori propulsori delle battaglie ambientali in vista di eventuali nuove speculazioni nella zona. Tesi effettivamente supportata dal nuovo progetto presentato per la realizzazione di un impianto di compostaggio in via del “Conte”. Al termine dell’assemblea i militanti del “Tempo Rosso” hanno annunciato che, in base a quanto accadrà nell’udienza del prossimo mese, potrebbe essere organizzata una nuova manifestazione.

In serata il C.s.o.a. ha diffuso la seguente nota in merito all’esito dell’assemblea:

Hanno risposto in tantissimi da tutta la provincia e oltre, all’appello lanciato da Tempo Rosso a difesa dalle minacce di sgombero arrivate in settimana. Gia’ dal tardo pomeriggio e’ cominciato un viavai di sostegno e solidarieta’, decine le persone che hanno partecipato all’assemblea e portato il proprio sostegno. 
L’assemblea ha chiarito da subito la totale indisponibilita’ della comunita’ del Tempo Rosso a lasciare la struttura e il primo dato venuto fuori e’ stato proprio quello della resistenza ad oltranza in caso di eventuali sequestri o sgomberi della struttura. Si attende intanto il Primo Marzo, giorno in cui e’ fissata l’udienza che decidera’ se accogliere o rigettare l’impianto accusativo messo in piedi dalla Pm. E’ stato infatti annunciato che nel caso il procedimento dovesse andare avanti, sara’ lnciato un crteo contro la repressione che sfilera’ per le strade di Pignataro.
Tantissimi gli interventi di sostegno da parte di centri sociali da tutta la Campania, collettivi, associazioni, organizzazioni sindacali di base, giornalisti, musicisti, writers, che insieme hanno proposto inizitive per costruire una campagna di difesa del Tempo Rosso: da chi ha proposto serate musicali, workshop, autoproduzioni, a chi graffiti e iniziative nel quartiere.
Una vera e propria valanga di solidarieta’ e di complicita’ che e’ stata una vera boccata di ossigeno per la comunita’ del Tempo Rosso e in generale per tutti quelli che in provincia di Caserta combattono per un altro mondo possibile. Quella che ieri si e’ incontrata a Pignataro e’ una grandissima comunita’ fatta di uomini e donne libere che quotidianamente si pongono come argine alla barbarie su questo territorio martoriato da precarieta’, disoccupazione e inquinamento.
Non poteva arrivare migliore risposta ai deliranti teoremi della Procura di Santa Maria, una risposta collettiva contro un attacco che e’ un attacco collettivo agli uomini e alle donne libere di terra di Lavoro.
Solo un primo appuntamento che ha lanciato le basi per una campagna di difesa che sara’ scandita da iniziative di lotta e controculturali. Il Tempo Rosso e’ frutto e risorsa di 20 anni di movimento in provincia di Caserta, la sua difesa ad oltranza resta l’obiettivo da perseguire e ieri e’ arrivata la dimostrazione che nessuno si lascera’ intimidire e che anzi tutti daranno battaglia senza cedere un centimetro a chi ci vorrebbe silenti o addirittura farci sparire! Il Tempo Rosso non si tocca!

Red. cro.

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