Il presidente della cooperativa “Apeiron”, Emiliano Sanges, insulta i giornalisti Enzo Palmesano e Salvatore Minieri, colpevoli di non aver taciuto sul “caso Lubrano-Felicità”. E l’assessora Lia Adduce applaude fino a spellarsi le mani

Il presidente della cooperativa “Apeiron”, Emiliano Sanges, insulta i giornalisti Enzo Palmesano e Salvatore Minieri, colpevoli di non aver taciuto sul “caso Lubrano-Felicità”. E l’assessora Lia Adduce applaude fino a spellarsi le mani

PIGNATARO MAGGIORE – Il presidente della cooperativa sociale “Apeiron” (a cui sono stati affidati beni confiscati alla camorra), Emiliano Sanges, insulta i giornalisti vittime di reati di stampo mafioso, Enzo Palmesano e Salvatore Minieri. E Lia Adduce (che si autoproclama “assessora alla gentilezza”) applaude fino a spellarsi le mani. E’ avvenuto a Pignataro Maggiore, famigerato paese tristemente conosciuto come “Svizzera dei clan”, durante un convegno di vuota propaganda tenutosi il 14 luglio 2021, dove era ancora una volta assente l’assessore ai beni confiscati, Vincenzo Romagnuolo.
Nessuna sorpresa per i nostri pochi ma affezionati lettori, che ben conoscono i motivi per i quali Enzo Palmesano e Salvatore Minieri sono finiti nel mirino dell’arrabbiatissimo Emiliano Sanges: si tratta di giornalisti che non hanno taciuto sul “caso Lubrano-Felicità”. Come è noto, con gravissima responsabilità, tra gli altri, del presidente della cooperativa “Apeiron” (Emiliano Sanges) – che aderisce a “Libera”, al “Comitato don Peppe Diana” e a “Legacoop” – e del sindaco pro-tempore di Pignataro Maggiore (Giorgio Magliocca, di Forza Italia,  componente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, nella sua qualità di presidente dell’Amministrazione provinciale di Caserta), nel bene confiscato alla camorra e poi intitolato alla vittima innocente Franco Imposimato (“Villa Imposimato”) fin dal 2018 fu concessa una sede per le attività dell’associazione culturale “Gruppo sociale La Felicità” che faceva riferimento ad Angela Valente (moglie di Gaetano Lubrano), nuora del defunto capomafia Vincenzo Lubrano, quest’ultimo condannato all’ergastolo con Pippo Calò proprio per l’omicidio di Franco Imposimato. Gaetano Lubrano (con il fratello Giuseppe Lubrano che è pregiudicato e già sottoposto a sorveglianza speciale) è stato condannato in primo grado per violenza privata con l’aggravante camorristica ai danni del giornalista e scrittore Salvatore Minieri.
La stessa cooperativa sociale “Apeiron” risultava aver firmato due protocolli d’intesa in materia di immigrazione, nelle date del 29 gennaio 2018 e del 25 maggio 2018, rispettivamente per l’anno 2018 e per il triennio 2018-2020, con il suddetto “Gruppo sociale La Felicità”. Ancora la cooperativa sociale “Apeiron” aveva affidato all’associazione culturale della nuora del capomafia Vincenzo Lubrano anche i corsi di lingua italiana per gli immigrati richiedenti asilo presso il bene confiscato “Villa Imposimato”. Sempre con il “Gruppo sociale La Felicità”, inoltre, “Apeiron” aveva organizzato – si legge in un documento in possesso del Comune di Pignataro Maggiore, come i due protocolli d’intesa sopra indicati – il “Carnevale, momenti ricreativi e corsi di teatro, col fine ultimo dell’inserimento sociale di tutti i beneficiari dei servizi. Peculiarità di queste attività è la sinergia che si crea tra i giovani del territorio, i giovani migranti e giovani della salute mentale”.

Rassegna stampa
pignataronews.myblog.it
Rosa Parchi

Commenta con Facebook