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Pignataro Maggiore: presentato con successo al centro sociale “Tempo Rosso” il libro di Davide Grasso “Hevalen” – testimonianze di prima mano sul complesso scenario geopolitico siriano, sulla guerra in atto e sulla resistenza del popolo curdo

PIGNATARO MAGGIORE – È stato presentato con successo a Pignataro Maggiore, sabato 7 luglio 2018 nella sede del centro sociale “Tempo rosso”, il libro di Davide Grasso “Hevalen – Perché sono andato a
combattere l’ISIS in Siria” (Edizioni Alegre), con l’intervento dell’autore e di altri due militanti impegnati con varie esperienze nello scenario siriano, Jacopo Bindi e Maria Eddi. Lavori coordinati da Chiara Iodice di “Tempo rosso”, organizzatore della manifestazione con “Spazio Cales” di Sparanise. Folta la partecipazione, numerosi gli spunti di approfondimento nel dibattito che si è sviluppato a seguito della presentazione del libro. Certamente l’occasione, per il pubblico pignatarese e dell’Agro caleno,  di approfondire con informazioni e testimonianze di prima mano il complesso scenario geopolitico siriano, la guerra in atto e la resistenza del popolo curdo.

“Hevalen” (da qui il titolo del libro) in curdo significa “amici, compagni”, e racconta l’esperienza – come si legge nella nota di “Tempo rosso” e di “Spazio Cales” – di un militante italiano all’interno di uno dei teatri bellici più crudi e più strategici del pianeta. Il libro inizia e termina a Parigi, tra le vie teatro di una delle più feroci stragi dell’ISIS, e si articola, passando per Istanbul e svariati altri luoghi, tra la Palestina, l’Iraq e la Siria, dove Davide Grasso entra a far parte delle YPG, le forze popolari che stanno combattendo attanagliate dal fanatismo islamista, dal regime di Assad e da quello di Erdogan. Le YPG sono una delle ossature portanti dell’esperienza rivoluzionaria che, come fiore nel deserto, è sbocciata nella Siria del Nord. Hevalen conduce all’interno di combattimenti in città distrutte e dentro interminabili momenti vuoti, racconta delle centinaia di persone incontrate, di paure e tensioni, articola riflessioni sulla possibilità di una rivoluzione mondiale e sulla condizione umana. Propone una serie di quadri disincantati ma appassionati di un processo rivoluzionario in corso”.

“Nell’antica lingua sumera, Kur-di voleva dire uomini delle montagne. I curdi erano riusciti a sottrarsi al dominio delle città-Stato trovando riparo nella natura selvaggia” aveva detto Bager alle soglie di quel tramonto. “Non abbiamo mai avuto uno Stato. La cultura capitalista ci ha contaminati, ma la resistenza degli elementi etici della nostra cultura è stata rinvigorita dal partito”. (…) “Lo Stato dei sumeri fu creato qui, in Mesopotamia. Da qui si è esteso al mondo. Oggi noi prendiamo qui in Mesopotamia, sulle nostre spalle il compito storico di sfidare la cultura del dominio”.

Le foto che pubblichiamo sono state scattate dal giornalista Enzo Palmesano.

Red. Cro.

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