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Ilside, ancora fumarole nell’ex sito di stoccaggio dei rifiuti e nuovi problemi per i vigili del fuoco

BELLONA – Vi proponiamo la nota del Comitato cittadino Bellona/Triflisco: 

Le tragicomiche La scena tragicomica e fantozziana alla quale siamo costretti ad assistere anche in questi giorni di primo caldo primaverile va oltre ogni possibile immaginazione, scena che si ripete come un sequel con il ripresentarsi delle fumarole nell’ex opificio ILSIDE. Vigili del fuoco, che rincorrono le istituzioni locali, per ottenere le chiavi di un catenaccio semi-arrugginito che impedisce l’accesso per sedare quei principi di incendio mai spento seriamente. Fumi avvelenati che da mesi si ripresentano con periodica puntualità e interrotti solo dalle piogge cadute durante questo inverno. Anzi forse nemmeno allora i cumuli di rifiuti combusti hanno mai smesso di fumare, perché le stesse si confondevano con la sottile nebbia, che si alzava dal vicino fiume Volturno. Mentre una cittadinanza attiva e vigile è stata sempre pronta a segnalare ogni singolo episodio alla vicina caserma dei Carabinieri , al Comune e alla Comando dei Vigili del fuoco, qualcuno era impegnato in ben altre faccende. Profili fake su Facebook, velate intimidazioni nei confronti dei cittadini e, per concludere, ciliegina sulla torta, una denuncia ad un Comitato cittadino. Precisamente 11 delegati del comitato cittadino Bellona/Triflisco. Sia ben chiaro a chi si è reso responsabile e complice di tale gesto che chi denuncia anche un solo membro di un Comitato civico denuncia tutti i cittadini del Comitato. Anzi ferisce un’intera comunità vulnerata nel suo diritto ad esprimere dissenso. Un sistema che protegge chi attenta alla salute pubblica e allo stesso tempo consente di denunciare cittadini e ambientalisti attivi è complice. Complice per non aver attuato tutto ciò che andava fatto per mettere in sicurezza un sito di stoccaggio andato in fiamme per ben due volte, nel 2012 e nel 2017. Complice per non aver osservato le direttive europee in materia ambientale. Complice per non aver applicato la legge 152/2006. Complice per aver permesso ad un impianto di stoccaggio di continuare ad operare con tanto di autorizzazioni, nonostante la totale assenza di presidi di sicurezza ambientale.Complice per non aver tutelato i propri cittadini e la propria terra. Complice per non aver mai controllato se le polizze fideiussorie fossero false o scadute. Il 10 di aprile in una conferenza stampa rilasceremo le nostre dichiarazioni in merito a tutta la vicenda ILSIDE. Le stesse verranno inoltrate alla Procura della Repubblica di S. Maria C. Vetere e ai Ministeri degli Interni e Ambiente, per mettere a conoscenza le più alte istituzioni Nazionali di questa paradossale situazione. L’unica cosa che ci sentiamo di augurare a tutte quelle istituzioni che si sono rese complici di questa inerzia burocratica e procedurale è ‘a buon rendere’. Siamo tutti denunciati, abitiamo tutti vicino #Ilside, colpevoli di “istigazione al pubblico servizio “.

C.S.

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