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Elezioni politiche: l’intervento di Martucci, candidato alla camera dei deputati con la Lista ” + Europa”

VAIRANO S. – “In prima persona, senza più delegare”, è lo slogan che inconsciamente matura ogni citta- dino in cuor proprio, mosso dal senso di appartenenza al proprio territorio e dall’auspicio di poter cambiare le sorti dello stesso, nell’impegno che mette nelle battaglie che quotidia- namente conduce attraverso associazioni e partiti politici. Questi i motivi per i quali ho deciso di fare di questo “motto” il segno distintivo della mia campagna elettorale, poiché mi rappresenta nella vita privata ancor prima che in quella “pubblica”.

Tre sono gli elementi essenziali di uno Stato: il popolo, il territorio e la sovranità. Concetti che, nati in un’ottica nazionale, quale insieme di persone accomunate dalla stessa lingua, dalla stessa razza, dalla stessa storia e dalle medesime tradizioni radicate in un determina- to spazio geografico, si sono arricchite nel tempo di respiri più ampi che se vissuti nel ri- spetto di regole certe e, forse e soprattutto, nel rispetto delle diversità, non possono che alimentare le Istituzioni rappresentative di nuovi obiettivi finalizzati al soddisfacimento dei bisogni di tutti.

L’integrazione deve partire dal rispetto del territorio che nulla è senza il suo popolo, che nulla può senza sovranità. Quest’ultima però (ahimè) non deve dimenticarsi di trarre da quel popolo la ragione stessa del duo essere.

 

È questo un momento storico in cui proliferano più che coraggiosi candidati, presunti “sal- vatores mundi” i quali, però, sono solo sempre più riconducibili alla categoria degli ignavi, “che mai non fur vivi“, nel corso delle legislature di questo Paese, molti né a favore del bene né a favore del male, rilegandosi meramente in questa categoria di dantesca memoria. L’I- talia deve liberarsi di questo peso e certo ciò non può avvenire attraverso il “populismo”   di chi cavalcando l’onda di un malcontento (a ragione) ormai generalizzato promette cam- biamenti resi impossibili da una realtà che ci sovrasta, da un mondo che si evolve a pre- scindere da noi ed assume confini sempre più labili poiché volti alla creazione di uno spa- zio comune di cui dobbiamo sentirci parte integrante affinché sia realizzato un presente che possa dirsi migliore per noi, ed un futuro che lo si possa dire ancor di più per le gene- razioni future. Noi siamo cittadini italiani. Noi siamo cittadini europei. Noi siamo cittadini del mondo. Da questo bisogna partire per la creazione di reali presupposti di uguaglianza sostanziale. In questo modo, pur nel rispetto delle proprie origini e nella identificazione, che ci è propria, con gli usi, i costumi, la cultura del territorio di cui siamo figli, possiamo godere a pieno delle innumerevoli potenzialità di benessere che questa Terra può offrirci. I progetti utopistici per carità, pur meritano di esistere nella individualità di ciascuno, ma al di fuori dello scenario politico chiamato a redigere programmi certi e soprattutto concre- tamente realizzabili.

 

Occorrono, oggi, nuovi esempi di modestia e civiltà che si contraddistinguano per la buo- na volontà di poter cambiare situazioni stagnanti alimentate da miserevoli interessi perso- nali, che prendano contezza della necessità di affrontare le grandi questioni del nostro tempo, fornendo risposte più ampie che solo un “Italia più europea” può dare attraverso l’impegno politico di chi, credendoci, miri a far rivendicare all’Italia il titolo di “Padre Fondatore” della Comunità Europea e non certo di mero e passivo spettatore.

 

Il prossimo 4 Marzo siamo tutti chiamati ad esercitare il nostro diritto al voto ed è in quella massima espressione di democrazia che ho deciso di aderire al programma politico di “+Europa” con Emma Bonino.

 

+libertà, +innovazione, +crescita, +democrazia, + integrazione, + sostenibilità, +ricerca, + equità, sono solo alcuni di quei bisogni che ogni cittadino cerca con un minimo di impe- gno civico e civile di garantire alla terra che abita, soprattutto quando la possibilità di farlo è su scala nazionale. Questi sono gli otto “più” per la realizzazione dei quali tutti noi di “+Europa” ci impegniamo a lottare con fiducia, con determinazione e concretezza. Per voi, l’Italia ed il suo futuro. Personalmente lo farò nella duplice veste di elettore e possibile eletto, “in prima persona senza più delegare”.

 

Da concittadino italiano e compaesano di Calvi Risorta (CE) e paesi limitrofi, vi chiedo di farlo accompagnando il vostro cuore alla matita, scevro da scetticismo sulla possibilità che un altro diverso e nuovo, rispetto a “quello precedente”, possa far qualcosa di buono.

Vi chiedo di farlo pensando al nostro Paese in un’ottica europea per il benessere e contro la povertà, per le libertà fondamentali e contro ogni forma di discriminazione, per l’accoglienza e l’in- tegrazione con regole certe e contro l’indifferenza, per la sicurezza e contro il terrorismo, per l’in- novazione tecnologica e la ricerca scientifica, per la valorizzazione del patrimonio storico e ambien- tale, la tutela della concorrenza in un mercato aperto e la creazione di opportunità di lavoro.

 

Vi chiedo di farlo credendo in me e nel contributo che, un figlio di questo Mezzogiorno, con il pro- prio impegno, la propria determinazione e le proprie competenze possa apportare per la reale eli- minazione dei troppi ostacoli che si frappongono al godimento di quelle libertà e di quei diritti con- templati dalla nostra Costituzione ma troppo spesso dimenticati.”

C.S.

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