Impianto di compostaggio in via del “Conte” a Pignataro Maggiore: i rapporti degli azionisti dell’azienda proponente con Alfonso Gallo, l’imprenditore che costruì la centrale a turbogas di Sparanise | caleno24ore

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Impianto di compostaggio in via del “Conte” a Pignataro Maggiore: i rapporti degli azionisti dell’azienda proponente con Alfonso Gallo, l’imprenditore che costruì la centrale a turbogas di Sparanise

PIGNATARO M. – Da qualche giorno tiene banco il dibattito sulla richiesta finalizzata alla localizzazione di un impianto di compostaggio in via del “Conte”, ennesima struttura per il trattamento dei rifiuti che la società Euthalia srl vorrebbe costruire sul territorio di Pignataro Maggiore. Gli imprenditori che vogliono sbarcare nell’area industriale pignatarese, pur non essendo della zona, a quanto pare, conoscono indirettamente l’Agro caleno. La Progest spa, azienda che detiene il 90% della proprietà dell’Euthalia srl – la società che ha presentato il progetto per l’impianto di compostaggio – ha intrecciato più volte la propria storia con Alfonso Gallo e con la sua creatura imprenditoriale, l’ex General Construction spa (oggi Geko spa), il soggetto imprenditoriale legato ad Ansaldo – partecipata di Finmeccanica – che ha costruito la centrale a turbogas di Sparanise e che ne vorrebbe costruire una simile nell’area industriale di Alife.

Alfonso Gallo, gran capo – insieme con Francesco e Immacolata Gallo – della General Construction spa, qualche anno fa divenne testimone d’inchiesta sulla loggia massonica P4 di Bisignani e Papa, ed è stato – a quanto ci risulta – tra i sostenitori della “Fondazione Italiani Europei” di Massimo D’Alema. Ma veniamo ai rapporti che più ci interessano. Gallo è stato rappresentante legale della Progest spa e gestore dell’impianto IPPC – quello utilizzato dalla società di Gricignano d’Aversa – almeno fino al 2014. Lo dimostrano le richieste presentate dalla Progest spa nel 2013 per l’Autorizzazione integrata ambientale – ottenuta con decreto dirigenziale numero 8 del 14/01/2013 – e nel 2014 per comunicare la variazione della titolarità dell’impianto da Alfonso Gallo all’ingegnere Paolo Capece. La posizione di Gallo nella Progest spa era legata all’acquisto da parte della Holding Investimenti (all’epoca controllata al 25% da Francesco Gallo, al 22,5% da Immacolata Gallo, al 5% da Giovanni Esposito e al 47,5% dall’immobiliare Malinconico) del 50 % della società che ha sede nel centro direzionale di Napoli e base operativa nell’agro aversano.

Come riportato dalla “Voce della Campania” qualche anno fa, inoltre, la holding che vedeva la partecipazione dei Gallo nella Progest spa, acquistò anche il 50% della società Naturambiente srl di Castelvolturno. Quest’ultima era partecipata per l’altro 50% dalla Holding Share, società a responsabilità limitata di proprietà dei fratelli Ucciero di Castelvolturno: Giuseppe, Luigi e Giustino. C’è da ricordare che negli anni precedenti gli Ucciero cedettero prima le loro quote nella società a Paolo e Giuseppe Capece, e poi le riacquistarono intestandole alle persone fisiche Luigi e Giustino Ucciero. A fine 2002 le quote vennero di nuovo riacquistate da Paolo e Giuseppe Capece , e in seguito furono di nuovo cedute agli Ucciero attraverso la Holding Share. Insomma, un vorticoso giro di cessioni e acquisizioni che dal 2002 portarono i titolari di Progest (i Capece) a uscire definitivamente da Naturambiente, rivendendo le quote agli Ucciero, i quali, nel 2007, saranno poi coinvolti nell’inchiesta Chernobyl – quella che riguarda il presunto sversamento di fanghi tossici mascherati da compost. Va ribadito che, tuttavia, né i Gallo né i Capece furono coinvolti nell’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Donato Ceglie che sembra essere finita in un nulla di fatto.

progest-autorizzazione-integrata-ambientale-decreto_dirigenziale_agc05_6_n_8_del_14_01_2013

progest-cambiamento-gestore-decreto_dirigenziale_dip52_5_n_8_del_04_04_2014

Red. Cro.

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