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Ilside, ritirate le autorizzazioni. Il Comitato: “Il prossimo passo è la messa in sicurezza del sito”

BELLONA – Arrivano buone notizie dal fronte della battaglia per la messa in sicurezza del sito dell’Ilside, dopo i due incendi che hanno avvelenato l’ambiente. La Regione ha ritirato tutte le autorizzazioni alla società che gestiva il sito per la raccolta dei rifiuti in località Ferranzano. La notizia è stata commentata con soddisfazione dal Comitato cittadino Bellona/Triflisco, il quale, tuttavia, tiene alta la guardia e fissa il prossimo obiettivo nella nota che riportiamo di seguito:

“Dopo quasi sette mesi di lotte, proteste e battaglie campali finalmente la questione Ilside lascia intravedere uno spiraglio di soluzione: La U.O.D. Autorizzazioni Ambientali e Rifiuti della Regione Campania ha deliberato la revoca delle autorizzazioni con effetto da oggi 09 febbraio. La sequela di istanze, cortei e manifestazioni ha portato un risultato parziale. Ilside, sotto il profilo giuridico, non esiste più. Dall’ultimo incontro informale di delegati del Comitato con il dott. Oliviero, presidente della Commissione Regionale dell’Ambiente, la notizia era già trapelata in modo ufficioso. Oggi i documenti ufficiali. IL PROSSIMO PASSO É LA MESSA IN SICUREZZA Per il 14 febbraio è prevista la seduta della Commissione Ambiente, che verrà presieduta dal Vice-Presidente Nello Fiore e che si spera sia dirimente in ordine allo sblocco della procedura della messa in sicurezza. Qualcosa si muove. Piccoli passi, ma ancora non è abbastanza. Archiviata la vicenda revoca delle autorizzazioni, adesso la nostra azione di pressione si concentrerà sulla messa in sicurezza e sgombero definitivo del sito. Il percorso è già tracciato: si attende che il curatore fallimentare e l’Amministrazione comunale dichiarino la loro incapacità a fronteggiare gli oneri finanziari, consentendo il subingresso della Regione tenuta per legge a sovvenzionare le attività di messa in sicurezza. Non basta che Ilside sia giuridicamente morta. Deve sparire per sempre dalla nostra terra e non ammetteremo ulteriori dilazioni. Avanti fino allo smantellamento del sito. Senza riserve e senza esitazioni”.

C.S.

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