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Tari: i Comuni potrebbero aver “gonfiato” la bolletta per il servizio di igiene urbana. Ecco perché

AGRO CALENO – In questi giorni sta girando con insistenza la notizia secondo la quale alcuni Comuni, a causa di una errata interpretazione della normativa, avrebbero “gonfiato” la tassa sulla spazzatura, la famigerata Tari: il balzello che più di tutti nell’Agro caleno, negli ultimi anni, ha scatenato delle vere e proprie rivolte (i nostri lettori ricorderanno quanto accaduto a Pignataro Maggiore e a Calvi Risorta).
Senza voler entrare in eccessivi tecnicismi che non ci competono, possiamo dire che il problema ruota intorno alla quota variabile applicata quando la casa ha anche un box, una cantina o un solaio. Secondo il dipartimento Finanze del Mef, la quota variabile va applicata una sola volta a tutto l’immobile (casa + pertinenze), e non va ripetuta più volte. Vari Enti municipali, invece, avrebbero deciso di moltiplicarla applicandola in modo separato a ogni pertinenza (“autonoma” dal punto di vista catastale), gonfiando così la bolletta.
I siti e i giornali specialistici fanno sapere che, per verificare la legittimità della quota richiesta dal Comune, bisogna leggere che cosa c’è scritto nel capitolo del regolamento dedicato alle pertinenze: se gli uffici comunali prevedono di applicare una sola quota variabile per tutto l’immobile, la quantificazione della tassa è giusta, diversamente è probabile che l’esborso sia eccessivo e che, eventualmente, si potrebbe aver diritto a un rimborso. Una verifica ulteriore sulla bolletta, che dovrebbe specificare voce per voce la composizione della Tari, offrirà una risposta ulteriore.
Tale accertamento va effettuato anche sull’Imu e sulla Tasi, visto che entro il 16 dicembre va pagato il saldo 2017 applicato sugli immobili diversi dall’abitazione principale (non di lusso). Ovviamente questo vuole essere un focus di ordine generale, per valutare caso per caso ogni situazione, i contribuenti dovrebbero rivolgersi a un professionista del campo

Red.

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