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Sgominata una banda di ricettatori di opere d’arte, a livello internazionale, con base a Napoli

NAPOLI – Nell’ambito dell’operazione”Start Up”, brillantemente condotta e portata a compimento dai Carabinieri del Comando Provinciale di Isernia e dai loro colleghi di Velletri, non solo si è sgominata una banda di ricettatori di opere d’arte, a livello internazionale, con base in Napoli. Si è riusciti anche a recuperare opere d’arte per un valore ammontante ad oltre 7 milioni di Euro. Le risultanze dell’ottimo lavoro dei militari stessi sono state illustrate questa mattina, nel corso di una Conferenza-Stampa, che, tenutasi presso la sede del Comando di via Anicia a Roma, ha visto protagonisti i Procuratori di Isernia, Paolo Albano, e di Velletri, Francesco Prete, nonché il Comandante Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Generale di Brigata Fabrizio Parrulli. Tutti e tre gli intervenuti, visibilmente soddisfatti per l’ottimo risultato conseguito, hanno illustrato ogni dettaglio dell’operazione de quo, procedendo anche ad un elenco particolareggiato delle opere recuperate. Nel lungo novero, figurano importantissimi manufatti di pregevolissima fattura, quali una pala d’altare di scuola fiamminga del 1520, trafugata in Belgio, una statua, in marmo, raffigurante una “Madonna con bambino”, risalente al 1500, rubata a Napoli, e una preziosa statua di San Michele Arcangelo, risalente al 1300, rubata lo scorso anno, dall’omonima chiesa a Monteroduni(Is). E’ stato proprio indagando su quest’ultimo episodio criminale che l’Arma isernina è riuscita a trovare i fili giusti, annodarli per bene e, quindi, scoperchiare i pentolone su una holding malavitosa che, con base in Napoli e con diversi centri satelliti in Italia e all’estero, si avvaleva di membri e fiancheggiatoti specializzatisi nella ricettazione di manufatti artistici di elevato valore. Grazie alla linea d’inchiesta adottata, gli stessi Carabinieri, il cui lavoro, come si sarà compreso, non è ancora concluso, si è potuto ricostruire anche l’iter privilegiato dal medesimo cartello criminale per “piazzare” le opere d’arte, che venivano smerciate in alcuni  mercatini rionali della provincia di Roma, ivi compreso quello di Porta Portese. Anche se i rappresentanti delle Forze dell’Ordine intervenuti non hanno fornito altri particolari in merito, è facile prevedere nuovi e clamorosi sviluppi per le prossime ore.

C.S. Daniele Palazzo

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