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“Terra di Monnezza”: ancora una volta un imprenditore vuole portare un impianto per il trattamento dei rifiuti nell’Agro caleno. Questa volta tocca a Pignataro Maggiore

PIGNATARO M. – Non bastano l’ex pozzi, gli impianti della Gesia, della Dhi e della miriade di imprenditori che hanno portato la loro attività di smaltimento di rifiuti (pericolosi e non) nell’Agro caleno. C’è sempre qualcuno intenzionato a portare impianti per la gestione dei rifiuti in quella che ormai sembra essere diventata una terra che conosce soltanto discariche e impianti insalubri. Nella “roulette della monnezza” questa volta è toccato a Pignataro Maggiore.

La ditta Fratelli Gentile F&R srl, con sede legale a Casoria, ha chiesto l’Autorizzazione integrata ambientale e – contestualmente – la Valutazione di Impatto Ambientale per la localizzazione di una piattaforma polifunzionale per la gestione dei rifiuti pericolosi e non sulla strada statale Appia nel territorio pignatarese. L’impianto dovrebbe occuparsi delle attività previste dai codici IPPC 5.1 (smaltimento o recupero di rifiuti pericolosi), IPPC 5.3 (smaltimento di rifiuti non pericolosi) e IPPC 5.5 (accumulo temporaneo di rifiuti pericolosi).

La Fratelli Gentile è una società del napoletano nata nel 1985 come azienda fornitrice di servizi di trasporto di rottami metallici. Nel corso degli anni si è progressivamente specializzata nello sviluppo di diversificati servizi alle imprese, come attività di: raccolta, trasporto, cernita, stoccaggio e smaltimento di tutte le tipologie di materiali recuperabili (plastica, carta, metalli, ecc.), e di tutte le tipologie di rifiuti speciali, pericolosi e non.

In merito alla concessione delle autorizzazioni, adesso la palla passa agli Enti competenti (la Regione Campania, la Provincia di Caserta, il Comune di Pignataro Maggiore, l’Asl, l’Arpac e l’Ato2 Campania) che dovranno esprimere un parere sulla richiesta.

Red.

Leggi la comunicazione della Regione:

nota_regione_campania_prot-_n-_5000-2017-1-1

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One Response to “Terra di Monnezza”: ancora una volta un imprenditore vuole portare un impianto per il trattamento dei rifiuti nell’Agro caleno. Questa volta tocca a Pignataro Maggiore

  1. salvatore minieri Rispondi

    18 maggio 2017 at 12:02

    Non mi stupisce, perché, nel Piano Regionale delle Bonifiche, non era nemmeno stata inserita la ex Pozzi. Sarà stata una “dimenticanza” dei vari Caputo,Graziano e amici di partito che, quando è stata portata alla luce la discarica, venivano a far passerella un giorno sì e l’altro pure. Poi, quando si è trattato di inserire il sito nel novero delle zone da bonificare con immediatezza, hanno “dimenticato”.
    Per non parlare del presidente della Regione, Vincenzo De Luca, portato in queste zone solo per visitare la festa della cioccolata a Teano (accompagnatrice d’eccezione, l’onorevolessa Pina Picierno, quella che diceva “la discarica ex Pozzi non è pericolosa”, salvo poi essere smentita dalle università italiane). Quando De Luca è venuto a Teano con la Picierno, non lo hanno nemmeno fatto passare di struscio davanti alla ex Pozzi (accompagnatrice, sempre la Picierno, quella che i rifiuti tossici non fanno male, soprattutto se si trovano di fronte a qualche azienda di famiglia che potrebbe perdere fatturato)
    Ma quanto deve durare questa sceneggiata di terz’ordine?

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