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Piano regionale di bonifica 2013: a Calvi la maglia nera. Seguono Pastorano, Bellona, Camigliano e Giano

AGRO CALENO – “Paese che vai, sito inquinato che trovi”: non per essere pessimisti, ma quest’affermazione è vera se si considerano i dati pubblicati il 5 giugno 2013, nel documento “Piano regionale di bonifica”, sul sito web della Regione Campania (http://www.regione.campania.it/portal/media-type/html/user/anon/page/HOME_DettaglioRegioneInforma.psml?itemId=5031&ibName=NotiziaHomePage&theVectString=-1).

Il documento è molto vasto ma, esaminando le tabelle inserite, si nota che nell’Agro caleno i siti, ritenuti potenzialmente inquinati nel 2005 e che fino al 5 giugno 2013 erano o sono ancora in attesa di “indagini preliminari”, sono circa venti. Bellona, Calvi Risorta, Camigliano, Giano Vetusto, Pastorano, Pignataro Maggiore e Sparanise: questi i paesi inseriti nel documento della Regione. In testa, con sei siti, tutti in attesa di “indagini preliminari”, si trova Calvi Risorta.

Area ex Pozzi

Nella cittadina che ospita diversi siti archeologici, purtroppo non mancano località “potenzialmente” inquinate che sono: la cava dismessa in località Monticello; un terreno privato appartenente, al momento del censimento dell’Arpac, a un autodemolitore; il sito in cui si trovala società “La Vittoria”; un’altra località appartenente alla “Eco 2000”; l’ormai nota area Moccia a Petrulo e l’altrettanto nota ex Pozzi Ginori sulla strada statale Appia, oggi di proprietà Iavazzi. Probabilmente gli ultimi due siti citati sono quelli più noti alla popolazione. L’area Moccia dagli anni ’40 fino al 1996, anno della sua chiusura ai lavoratori, è stata fonte di benessere perché ha dato lavoro a tante persone. Purtroppo però, quella che era fonte di benessere in passato, da anni è ormai fonte di pericolo per tutti: lo stabilimento è, infatti, costruito con Eternit non più in buone condizioni e quindi rischioso per la salute. Per quanto riguarda l’area ex Pozzi Ginor­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­i, invece, numerose sono le manifestazioni dei cittadini contrari a chi vorrebbe far nascere su quel sito una centrale a biomasse.

Stabilimento Moccia

Sul secondo gradino del podio, con tre siti in attesa di indagini preliminari, si posizionano Pastorano e Bellona. Anche a Bellona, come a Calvi, uno dei siti inquinati appartiene o comunque apparteneva a un autodemolitore. Altra area da bonificare è quella dove sorge l’ILSIDE (leggi anche http://www.caleno24ore.it/wordpress/1181/incendio-%E2%80%9Cilside%E2%80%9D-quasi-certa-l%E2%80%99origine-dolosa-occhi-puntati-su-chi-doveva-vigilare.html e http://www.caleno24ore.it/wordpress/21045/bonifica-dellilside-visti-i-ritardi-della-jacorossi-il-comune-interviene.html). Infine, sempre nella stessa città si trova l’area dove era situata o probabilmente è ancora situata la società “Eco Terra”.

A Pastorano, i siti in attesa di indagini preliminari sono l’ex “Ceramica Vavid” e la “Casilina metalli”; diversa, invece, la situazione per la località in cui si trova il punto vendita di carburante “Esso”. Quest’ultima località, infatti, viene inserita nella tabella dei siti dove la bonifica era in corso almeno fino a quando il documento è stato redatto. Il suolo e le acque sotterranee di questa località sono risultati inquinati da idrocarburi, aromatici e metalli.

Si segnalano anche Camigliano e Giano Vetusto con una discarica ciascuno. Si tratta di una discarica comunale in località Monticello a Camigliano, dove suolo e acque sotterranee sono risultate contaminate da metalli. Per quanto riguarda Giano Vetusto, invece, il sito inquinato è dove si trova la discarica comunale in località Marotta: anche in questo caso suolo e acque sotterranee sono risultati inquinati da metalli e fitofarmaci.

Red. cro.

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